“LA LEGISLAZIONE E LE DONNE: UNA PARITÀ RAGGIUNTA?”

Lo Spi Cgil Puglia ha promosso a Bari un momento di riflessione tra memoria e futuro su legislazione e parità di genere.
Il dibattito si è tenuto nel Teatro Abeliano, gremito di un pubblico intergenerazionale.
Un modo per fare un primo bilancio, con ospiti di prestigio, degli incontri che si sono tenuti negli ultimi due mesi su tutto il territorio regionale.
La parità di genere in Italia è un diritto sancito dalle leggi, ma la realtà si dimostra spesso ben diversa. Per analizzare questo divario tra norme e vita reale e per rilanciare le battaglie del presente, lo Spi Cgil Puglia ha voluto questo appuntamento con il pubblico nell’ambito dell’iniziativa “La memoria parla al futuro – Donne Protagoniste”.
È nella quotidianità che si vivono divario salariale, difficoltà nel mercato del lavoro e carico di cura familiare.
Non una semplice celebrazione, ma un dibattito aperto per fare il punto sulle conquiste legislative e sulle tutele non ancora pienamente garantite.
L’incontro è stato coordinato da Michele Tassiello, Segretario Generale Spi Cgil Puglia, che ha ripercorso le tappe di questa iniziativa.
“Si chiude un ciclo di incontri regionali dedicati al divario di genere, scelto non solo per denunciare le disuguaglianze ancora aperte, ma anche per riportare alla luce figure femminili cancellate dalla storia. Dalla prima avvocata, la tranese Giustina Rocca, alle operaie del Salento. In ogni provincia è stata valorizzata la loro figura simbolica, trasformandone il profilo in occasione di riflessione pubblica. L’obiettivo, però, resta concreto: intervenire sulle disparità che pesano sul lavoro, le pensioni e la cura delle persone”.
Una riflessione sulle dinamiche culturali nella società contemporanea, con particolare attenzione al lavoro, è stata proposta dalla giornalista e saggista Roberta Gisotti. Nel suo intervento ha ripercorso le strategie messe in campo dal secondo dopoguerra a oggi per contrastare la violenza sulle donne.
“Lo spartiacque nella legislazione italiana è avvenuto nel 1981 con l’abolizione del delitto d’onore”, ha ricordato la senatrice e magistrata Anna Finocchiaro.
“Ma il punto è culturale. Purtroppo i femminicidi non si arrestano nonostante la durezza della repressione prevista dalla legge e nonostante una legislazione sul lavoro, devo dire, di tutela avanzata — non avanzatissima, ma avanzata —. Ci troviamo in una situazione in cui la parità retributiva non è ancora raggiunta e in cui i mille ostacoli per un ingresso pieno delle donne nel mondo del lavoro sono ancora presenti. Tutto questo perché la cornice legislativa è figlia della cultura del tempo in cui ci si muove”.
Sulla stessa frequenza l’avvocato penalista Michele Laforgia, che ha offerto una lettura della stessa problematica dal punto di vista opposto, giungendo però alle stesse conclusioni.
La Segretaria della Cgil Puglia, Filomena Principale, ha posto l’accento su un fatto di stretta attualità. Un numero che la dice tutta: per il momento, tra i primi sei direttori generali nominati dal nuovo presidente della Regione Antonio Decaro, solo un nome è quello di una donna.
Le conclusioni sono state affidate alla Segretaria Generale dello Spi, Tania Scacchetti.
“Il sindacato dei pensionati lotta per la giustizia sociale, per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre che dei pensionati e delle pensionate. Occuparsi di divari di genere significa innanzitutto occuparsi dei divari pensionistici, che sono inaccettabili, ma anche del futuro del lavoro del nostro Paese, perché gran parte dei divari pensionistici derivano da una carriera lavorativa dispari. E quindi, per noi, è un impegno quasi civile, mi verrebbe da dire, occuparsi della parità di genere, che è una delle grandi questioni democratiche del nostro Paese”.
Gli interventi sono stati moderati dalla giornalista Michela Alicino.
La serata si è conclusa con l’intensa interpretazione del monologo “Dita di Dama”, di Laura Pozone, tratto dal romanzo di Chiara Ingrao, adattato dalla stessa attrice e da Massimiliano Loizzi.
Un testo che restituisce con straordinaria vivacità e commozione le storie, le fatiche e i riscatti sociali delle donne operaie.

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